Sei preoccupato per le tensioni internazionali che potrebbero portare a un conflitto? Immagina che il leader supremo di una nazione, sotto crescenti minacce esterne, inizi a pianificare la sua successione d’emergenza. Questo non è uno scenario da film, ma la realtà che si sta palesando in Iran, con implicazioni che potrebbero ridefinire gli equilibri geopolitici globali. Ti spiegheremo chi sta prendendo le redini e perché questo passaggio di poteri è cruciale in momenti di alta tensione.
Cambiamenti ai vertici: chi è Ali Larijani?
Il Leader Supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, sta adottando misure significative per prepararsi a un’eventuale eliminazione a causa delle crescenti minacce provenienti da Israele e Stati Uniti. Un rapporto del New York Times rivela che Khamenei ha nominato un suo stretto alleato, Ali Larijani, come suo sostituto de facto in caso di eventi imprevisti.
Il ruolo chiave di Larijani
Larijani, un politico di lunga data ed ex comandante della Guardia Rivoluzionaria, è una figura di fiducia nel cerchio ristretto di Khamenei. Attualmente ricopre la carica di Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Dalla sua nomina, ha di fatto assunto un ruolo decisionale primario, mettendo in ombra il presidente eletto, Masoud Pezeshkian.
Piani di successione e scenari di guerra
La nomina di Larijani, che ha avuto un ruolo centrale nella repressione delle recenti proteste anti-governative, consolida ulteriormente il suo potere. Le sue responsabilità si estendono alla gestione della risposta del paese a potenziali conflitti, inclusa la coordinazione con alleati regionali come Russia, Qatar e Oman, e la supervisione dei negoziati nucleari con Washington.
Cosa succede dietro le quinte?
Fonti interne al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) e all’establishment politico iraniano, citate dal NYT, affermano che Larijani sta elaborando piani di emergenza per gestire il paese in caso di guerra con gli Stati Uniti. Questo avviene mentre le forze armate statunitensi mantengono una forte presenza nella regione.
I dettagli dei piani sono sorprendenti:

- Piani di successione multipla: Khamenei ha definito un piano di successione su quattro livelli per ogni ruolo chiave militare e governativo, con fino a quattro sostituti designati per ogni posizione.
- Decisioni critiche in assenza di leadership: Una ristretta minoranza di persone è stata autorizzata a prendere decisioni in caso di interruzione delle comunicazioni o di morte del Leader Supremo.
L’eredità di Khamenei: una questione complessa
Il futuro dell’eredità di Khamenei è un argomento di dibattito. Sebbene Larijani sia una figura centrale, non è un alto chierico sciita, requisito essenziale per la posizione di Leader Supremo. Tuttavia, viene considerato la figura più vicina a Khamenei, insieme ad altri esponenti di spicco come il Presidente del Parlamento, Mohammad-Baqer Qalibaf, e il consigliere personale di Khamenei, Ali Akbar Velayati.
L’aumento dell’importanza di Larijani segue un attacco missilistico nel maggio 2025 che ha colpito il vertice della catena di comando militare iraniana, spingendo Khamenei ad accelerare i suoi piani di successione.
L’Iran in allerta massima
Nonostante le continue negoziazioni diplomatiche sull’accordo nucleare, la leadership iraniana agisce presupponendo un attacco imminente da parte degli Stati Uniti. Il paese ha posto le sue forze militari in massima allerta, ha schierato missili balistici lungo il confine occidentale con l’Iraq e nel Golfo Persico, e ha condotto esercitazioni militari, inclusa la chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz.
Chi potrebbe succedere a Khamenei?
La questione della successione del Leader Supremo è complicata dalle preoccupazioni per la sopravvivenza politica dell’Iran. Le speculazioni sui possibili candidati si concentrano su Larijani, ma anche sull’ex presidente Hassan Rouhani, nonostante sia stato marginalizzato negli ultimi anni.
Rouhani, un alto chierico, ha un vantaggio significativo su Larijani e altri leader militari grazie alle sue credenziali religiose. Negli ultimi mesi, la visibilità di Larijani è aumentata notevolmente: ha viaggiato a Mosca per incontrare il Presidente Vladimir Putin, ha incontrato leader in Medio Oriente e ha rilasciato interviste televisive prolungate.
Nel frattempo, il profilo pubblico di Pezeshkian è diminuito, e egli stesso ha ammesso in riunioni di gabinetto di dover spesso rivolgersi a Larijani per portare avanti questioni chiave, come la rimozione delle restrizioni su internet.
Cosa pensi di questa mossa dell’Iran? Credi che la nomina di Larijani aumenterà la stabilità o le tensioni nella regione?








