Hai mai pensato che una decisione politica potesse scuotere le fondamenta stesse del tuo Paese? In Kosovo, questo scenario non è più ipotetico. Il recente decreto della Presidente Vjosa Osmani, volto a sciogliere l’Assemblea e indire nuove elezioni, è al centro di un acceso dibattito legale. Ma cosa significa realmente per il futuro della nazione e la sua stabilità democratica? Approfondiremo le reazioni e le implicazioni di questa mossa controversa.
Il decreto di scioglimento: una mossa legale o un azzardo?
L’ex Presidente della Corte Costituzionale, Enver Hasani, non usa mezzi termini: definisce il decreto di Osmani “incostituzionale”. Secondo il suo parere, il mancato raggiungimento dell’accordo per l’elezione del Presidente entro giovedì non porta automaticamente al Paese verso nuove elezioni. Hasani sostiene che le procedure per l’elezione del Presidente abbiano già dato il via a un termine di 60 giorni.
Perché la Corte Costituzionale deve intervenire urgentemente
In un’intervista esclusiva, Hasani ha sottolineato la necessità che la Corte Costituzionale prenda una decisione provvisoria con urgenza. L’obiettivo? Bloccare quella che lui definisce “un’ulteriore erosione dell’ordine costituzionale”. Il suo allarme è chiaro: le fondamenta stesse dell’ordine costituzionale del Kosovo sono state scosse più profondamente che in ogni altro momento dal 17 febbraio 2008 a oggi.
Hasani accusa Osmani: un tentativo di trasformare il sistema
Il professore di diritto e relazioni internazionali è particolarmente critico nei confronti della Presidente Osmani. Secondo Hasani, il suo decreto mira non solo a sciogliere l’Assemblea, ma anche a cambiare la forma di governo del Paese, passando da un sistema parlamentare a uno presidenziale. Un cambiamento così radicale, sostiene, può essere attuato solo attraverso un emendamento costituzionale e non tramite un decreto presidenziale.

Le conseguenze della mancata elezione del Presidente
Alla domanda sulle conseguenze giuridiche e costituzionali della mancata elezione del Presidente, Hasani risponde con fermezza: la violazione di un termine di trenta giorni non può e non produce alcuna conseguenza giuridica.
Il dibattito sullo scioglimento dell’Assemblea
Hasani spiega che l’Assemblea può essere sciolta in seguito alla violazione di un termine solo e soltanto se vi è l’accordo di tutti i partiti politici. Altrimenti, come accaduto l’anno scorso, il Paese si è recato alle urne senza un’Assemblea costituita, frutto di un tacito accordo. Il modo in cui è avvenuta la decisione attuale, secondo lui, rappresenta un tentativo di sovvertire l’ordine costituzionale, il più brutale fino ad oggi dopo l’indipendenza del Paese.
L’appello alla Corte Costituzionale
Hasani si aspetta che il decretos dei LVV venga contestato e che la Corte Costituzionale prenda una decisione definitiva. Non si può permettere un simile arbitrio e una totale irresponsabilità nei confronti della Costituzione. Ha ribadito l’urgenza di una misura provvisoria per fermare l’erosione dell’ordine costituzionale.
La posizione del Presidente nel sistema
Infine, Hasani chiarisce che il ruolo e la posizione del Presidente della Repubblica sono chiaramente definiti nella Costituzione del Kosovo, e questo non implica un sistema presidenziale. L’attuale decreto, a suo dire, intacca le fondamenta della forma di governo.
Hai mai pensato che una decisione politica potesse incidere così profondamente sul futuro del tuo Paese? Cosa ne pensi delle azioni della Presidente Osmani e delle preoccupazioni sollevate da Enver Hasani?








