Ti sei mai chiesto cosa significhi veramente “perverso”? Spesso usiamo questa parola per etichettare comportamenti o fantasie sessuali che consideriamo “fuori dalla norma”, ma la verità è che il suo significato è sfuggente e soggettivo. In questa guida, scopriremo perché questa etichetta è così problematica e come un approccio più aperto e consapevole possa migliorare la tua comprensione della sessualità.
Molti oggi si nascondono dietro la comodità di un’etichetta per giudicare gli altri, ma cosa succede quando l’etichetta che usiamo non dice quasi nulla? La parola “perverso” è uno di quei termini che crea più confusione che chiarezza. Capire il vero significato dietro questa parola può liberarci da pregiudizi e aprirci a una visione della sessualità più ricca e inclusiva, una visione che non giudica, ma accoglie.
Il labirinto del termine “perverso”
Quando il significato si perde
Nel linguaggio comune, ognuno ha la sua personale definizione di “perverso”. Per alcuni, è chi guarda materiale pornografico; per altri, è chi nutre fantasie sadiche o masochiste e ne parla apertamente. La realtà è che il termine è tutt’altro che ben definito. Ciò che ieri era considerato innaturale e degenerato, oggi è spesso la norma.
Perché etichettiamo gli altri?
Molto spesso, quando qualcuno definisce un altro “perverso”, lo fa per classificarlo nella categoria dei “degenerati” e mettere fine alla conversazione con un perentorio “non voglio avere a che fare con una persona così”. Poiché la parola “perverso” viene interpretata in modi così diversi da ciascuno di noi, senza effettivamente dirci nulla di preciso, faremmo meglio a eliminarla dal nostro vocabolario.
Oltre la perversione: la libertà del consenso
Le fantasie non sono azioni
Esistono innumerevoli tipi di giochi sessuali che non sono affatto “perversi”, o almeno non lo sono quando entrambi i partner (o più) desiderano viverli liberamente, senza obblighi e senza farsi del male. La chiave è sempre il consenso e il desiderio condiviso.
Chi è veramente “perverso” in senso stretto?
Essere “perversi” sessualmente può essere definito solo in un modo: chi approfitta dell’altro in un rapporto sessuale, lo sottomette, esercita crudeltà fisica o spirituale contro la sua volontà, quello è perverso. Nessun altro. In quest’ottica, anche il sadico che ha una relazione con il masochista non può essere considerato “perverso”, perché entrambi hanno scelto questo tipo di gioco sessuale estremo, in piena libertà. Si divertono, e non fanno danno a nessuno. Eppure, nella realtà, spesso commentiamo: “Una cosa simile non mi accadrebbe nemmeno in sogno!”, senza però avere il diritto di denigrarli come “perversi”.

Il spettro della sessualità: cosa c’è di “normale”?
Le sfumature nascoste in ognuno di noi
È possibile che in ognuno di noi si nasconda un pizzico di sadismo, masochismo, voyeurismo o esibizionismo, anche se si tratta di pensieri che durano un battito di ciglia. Inoltre, l’opinione su ciò che è accettabile e ciò che oltrepassa i limiti del “perverso” cambia costantemente. Oggi, tra i giovani, non fa più notizia se tipi in pantaloncini attillati, con cinture e bustini succinti, ballano tutta la notte in un “techno-party”. O se una ragazza con piercing all’ombelico, vestita con un top di pelle aderentissimo e una minigonna svolazzante, si muove in una festa all’aperto. Gli esibizionisti sono ovunque; basta guardarli nel modo giusto per diventare un voyeur.
Accettare la complessità
Spesso ci guardiamo con diffidenza dalle idee “oscure” legate alla sessualità. Ci fanno paura, mette in pericolo l’immagine dipinta con tanta cura secondo cui la sessualità riguarda il piacere profondo, la dolcezza e i sentimenti delicati. Eppure, la sessualità è tutto questo: dolce, appassionata, romantica, piena d’amore, pura, tenera. Ma allo stesso tempo, è anche istintuale, incontrollabile, sudata, aspra, fantastica, aggressiva. Non devi vivere tutto ciò che rientra nelle infinite possibilità sessuali, in nessun modo. Ma è bene sapere che non esiste un’unica sessualità “normale”.
Libera la tua curiosità, non giudicare
L’atto anale: un esempio di tabù infranto
Non fermarti davanti a qualcosa che desideri con tutto te stesso solo perché non è considerato “normale” o persino, forse, alcuni altri lo vedono come “perversione”. Ad esempio, il rapporto anale. Non è praticato solo dai gay (tra l’altro non tutti), ma anche dagli eterosessuali (tra l’altro non pochi). Perché? Perché lo vogliono, perché gli piace e perché ne traggono piacere. Allo stesso tempo, non c’è motivo per cui tu debba acconsentire a cose che non desideri, solo perché sono di moda.
Verso una sessualità più consapevole
Guarda cosa desideri, cosa sei in grado di fare e cosa puoi fare insieme al tuo partner, ma senza danneggiarlo. Se tutti agissero in questo modo, un misto di paura e desiderio per presunte perversioni sessuali verrebbe visto con occhi molto meno critici.
Cosa ne pensi? Quanto è importante per te esplorare liberamente la tua sessualità senza pregiudizi?








